3 THINGS AN ATHLETE SHOULD DO AFTER AN INJURY

Injuries sucks! We can all agree with that. 

Unfortunately injuries defined me as an athlete during my professional years. 

I had 5 knee surgeries during my career. Kinda a record. 

I was 17 when I first torn my ACL. 

It was a tough journey. There’s not much to say. 

I found that the worst part – besides being away from the game for such a longgggg time – was the comeback. 

Not the recovery, not the physical therapy, not the moment of hardship.

I mean we are athletes and athletes are built to go through difficulties. We just want to come back as soon as possible. 

And here we are. The hardest part. 

Every time I came back, a different player was stepping on the court. 

I felt my body a little different every time, I wasn’t able to do what I was used to, I had to change my game and work on some new skills that didn’t belong to me. 

Dealing with frustration was part of the recovery. 

I learned so much from it. Physically yes but at the end of the day it was a mental game.  

A research – conducted in the female elite Italian basketball league – indicates that there are 18.4% of players who suffered of a ACL injury. That means a total of 74 ACL lesions were reported with 65 basketball players (18.4%) that had a complete rupture with surgical intervention. Seven players (9.4%) suffered from 2 or more lesions.

Here are 3 things to do after an injury: 

  • TAKE CARE OF YOUR BODY

When you start playing and practicing again with the team after an injury you might think the therapy is done. You’re done doing those boring exercises over and over again. 

That’s not entirely true. 

Taking care of our body will have to be a daily effort. 

It may not look like it but spending more time in the weight room than everybody else, doing some pre – practice exercises to prevent any other injuries, keeping the body stronger it will be just a small percentage of your time working towards your goals.

  • REST 

If there’s a coach reading this post I know he’d kill me lol 

But everytime I got hurt I was tireddddd, coaches!!! 

I’m still trying to figure out the reason why but every time I pushed myself more than my body could handle… well something bad happened. 

So REST PEOPLE! Especially during the recovery time – If you’re in pain and your body is sore, you should take a day off!

There’s nothing wrong about skipping just one practice and rest. 😛 

Least but not last 

  • BE POSITIVE

In my personal experience, when I was spending time feeling sorry for myself or I was complaining about not getting better, it always seemed to take longer to recover. 

It’s a path. A long path actually. You got to be grateful for every little step and every little improvement you’re making through it. 

After my first injury, I was young feeling like my entire world just fell on me. My coach at the moment – one of the greatest I’ve ever had – told me to take my time after waking up in the morning to listen to my body and to use my thumb to understand how I felt. 

If my thumb was up I was feeling great 👍; of course my thumb was always down at the beginning 👎 but it was slowwwwlyyyyy increasing until the day I went to the gym and waved at my coach with my thumb up 👍! It’s a stupid story but it made me feel better back in the day.

It’s the little things, you know. We need to appreciate them and we need to surround ourself with people who only wants to make us better. 


(Italian Version)

Gli infortuni fanno schifo. Siamo tutti d’accordo! 

Sfortunatamente sono quelli che hanno “definito” la mia vita da atleta professionista. 

Ho avuto 5 operazioni alle ginocchia. Un record.

Avevo 17 anni la prima volta che ho rotto il legamento crociato. 

Un viaggio abbastanza tosto. 

Ho trovato però che la parte peggiore – oltre a non giocare per tantissimoooooo tempo – è stata il ritornare in campo. 

Non la fisioterapia, non il recupero, non i vari momenti di difficoltà. 

Siamo atleti e gli atleti nascono per attraversare le difficoltà. Vogliamo solo tornare in campo il prima possibile. 

Ed eccola. La parte più difficile. 

Ogni volta che rientravo da un infortunio, una giocatrice diversa toccava il parquet.

Sentivo il mio corpo un pò più cambiato. Non ero più in grado di fare quello che prima mi riusciva in maniera naturale, ho dovuto cambiare il mio modo di giocare, imparare nuovi movimenti che non mi appartenevano.  

Affrontare la frustrazione era diventato parte del recupero. 

Ho imparato tantissimo da tutto ciò, fisicamente si ma alla fine era solamente un gioco mentale. 

Secondo una ricerca – applicata solo ad atlete donne del campionato italiano – circa il 18,4% di giocatrici di basket professioniste subiscono la rottura del legamento crociato anteriore. Questo vuol dire che su 65 giocatrici, sono state riportate circa 74 lesioni di ACL. Sette di queste giocatrici hanno avuto più di 2 lesioni. 

Ecco le 3 cose da fare dopo un infortunio: 

  • PRENDERSI CURA DEL PROPRIO CORPO 

Quando si ricomincia a giocare o ad allenarsi di nuovo con la squadra, si pensa che il calvario della fisioterapia sia finito, che non ci sia più bisogno di fare tutti quegli esercizi noiosi in continuazione. 

In realtà non è proprio così.

Pollice in su

Prendersi cura del proprio corpo dovrà diventare uno sforzo giornaliero. 

Potrà sembrare diversamente ma passare più tempo in sala pesi, fare i noiosissimi esercizi di prevenzione, mantenere il nostro fisico forte sarà solo una piccola percentuale di tempo dedicato a lavorare sui nostri obiettivi. 

  • RIPOSO 

Se c’è un allenatore che sta leggendo questo post probabilmente mi vorrà uccidere. 

Il punto è che ogni volta che mi sono fatta male ero stancaaaaa, miei cari allenatori!!! 😛 

Devo ancora capire il perché, ma ogni volta che ho forzato il mio corpo più del dovuto… beh è sempre successo qualcosa di non troppo carino. 

Quindi RIPOSATEVI! Sopratutto durante il periodo di recupero, se avete dolori o il vostro corpo è stanco, prendetevi un giorno libero.

Non c’è niente di sbagliato nel saltare un allenamento e riposare. 😛

  • RIMANERE POSITIVI 

Ogni volta che compatissi me stessa o mi lamentassi di non vedere miglioramenti, sembrava ci volesse sempre più tempo per riprendermi.

È un percorso. Un lungo percorso in realtà. 

Bisogna solo vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, essere grati per i piccoli passi ed i miglioramenti, anche se lenti. 

Dopo la mia prima operazione, ero giovane e il mondo mi era appena caduto addosso. Il mio coach mi disse di prendermi del tempo quando mi svegliavo la mattina per ascoltare il mio corpo. Mi disse di usare il pollice come riferimento per capire come mi sentissi giorno dopo giorno. 

Se il mio pollice era rivolto verso l’alto stavo benissimo 👍. Ovviamente all’inizio il mio pollice era sempre rivolto verso il basso 👎. Piano cominciò ad alzarsi fino al giorno in cui arrivai in palestra e salutai il coach con il pollice in sù 👍!

È una storia stupida ma mi fece stare meglio. 

Spesso sono le piccole cose che cambiano la nostra visione. 

Dovremmo apprezzarle e circondarci di persone che vogliono solo migliorarci.

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